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La valutazione 2018-02-05T15:55:46+00:00

La Valutazione

Il quadro generale

La scuola italiana ha vissuto un recente passato di tagli e significative trasformazioni; queste, a volte, sono apparse contradditorie e non tutte assimilate dal sistema stesso. I cambiamenti, nella da tutti sentita inadeguatezza del sistema scolastico italiano alle dinamiche economiche e sociali in atto, sono avvenuti anche sotto la spinta e concezioni di matrice europea. Valga per tutti l’accentuazione verso obiettivi di competenza oltre che di conoscenza con tutte le conseguenze nelle pratiche didattiche e valutative che questo comporta.
Oggi il quadro è definito, per quanto riguarda le sezioni dell’ IISACP, dai DPR n.87 (Professionali) e n.89 (Licei) del 2010 ed in particolare dalle Indicazioni nazionali per i Licei (Decreto interministeriale n.211 del 7/10/2010) e le Linee guida per gli Istituti professionali (Direttive n.65 del 28/07/2010 e n.5 del 16/01/2012).
L’obiettivo dei licei è quello di fornire “strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà”. Non hanno invece quello di rispondere alle esigenze formative dei settori produttivi pur non escludendo l’inserimento nel mondo del lavoro. Il proseguimento negli studi di ordine superiore resta il primo scopo perseguito da queste scuole.
Le Indicazioni non dettano alcun modello didattico pedagogico e pertanto rimandano al confronto disciplinare, alla progettazione d’istituto e di classe, alla professionalità e sensibilità degli insegnanti nell’ individuare didattiche efficaci per il raggiungimento degli obiettivi.
L’identità degli istituti professionali si caratterizza per una solida base di istruzione generale e tecnico professionale. L’obiettivo è quello di sviluppare negli studenti saperi e competenze operative necessarie per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento, pur non tralasciando le opportunità offerte dall’istruzione e formazione tecnica superiore e dall’università. (art.2 DPR 87/2010).
Le Linee guida si connotano per chiare indicazioni metodologiche: le didattiche laboratoriali sono privilegiate ed in genere l’apprendimento attivo, coinvolgente, significativo ed efficace. L’obiettivo del perseguire la costruzione di competenze è dichiarato e dunque la didattica è finalizzata al saper agire in contesti reali grazie alla conoscenza tecnica ed alla consapevolezza di sé.
Si rimanda al PROFILO EDUCATIVO CULTURALE E PROFESSIONALE per un maggior livello di dettaglio degli obiettivi perseguiti.

Le indicazioni d’Istituto

Finalità generali sono certamente quelle di concorrere alla formazione di una personalità critica e responsabile, capace di inserirsi con competenze ed atteggiamenti costruttivi nel contesto sociale (studi superiori, mercato del lavoro, vita di relazione). La scuola è anche consapevole che i giovani apprendono sempre più in ambiti formativi formali, non formali e informali e che punti di riferimento sociali e familiari sono a volte poco solidi. E’ necessario pertanto che l’istituto si proponga anche come luogo di selezione e organizzazione degli stimoli esterni e offra, oltre ai contenuti disciplinari e alle competenze generali (life skill), chiavi di lettura di una realtà sociale, economica e culturale in continua trasformazione. La scuola, attraverso le attività in classe ma anche nei diversi contesti dei progetti, delle uscite didattiche e viaggi d’istruzione, degli stage, delle assemblee, propone esperienze e promuove atteggiamenti civili ed etici, culturalmente aperti e rispettosi della diversità, educando alla responsabilità, al dialogo e alla solidarietà.
Nell’ambito della propria autonomia l’Istituto ha il compito di declinare e condividere approcci didattici e procedure di valutazione coerenti con l’obiettivo di perseguire il successo formativo, ovvero la crescita personale, di ciascun studente.

In generale

Questo istituto considera, pertanto, di fondamentale importanza per tutti gli indirizzi e dunque da perseguire nelle programmazioni di classe ed individuali:
il potenziamento delle capacità organizzative autonome e responsabili dei ragazzi, con particolare attenzione alla individuazione di obiettivi, ai metodi, alle scelte temporali;
lo sviluppo della competenze di autovalutazione e di dialogo interiore per una percezione di sé e delle proprie capacità;
il potenziamento dell’attitudine all’ascolto, degli atteggiamenti tolleranti, aperti all’altro, alle altre culture;
la sensibilizzazione e la responsabilizzazione verso l’ambiente e la salute;
l’adesione alle norme sociali di convivenza ed alla legalità come elemento costitutivo della comunità.

La didattica disciplinare

Il successo formativo è perseguito, in ambito disciplinare, con una pluralità di approcci metodologici e con attenzione alle individualità. Attenzione sarà posta all’apprendimento significativo, allo sviluppare le conoscenze considerando il già posseduto dagli studenti, alle specifiche intelligenze di ciascuno. Le discipline saranno viste anche come nodo nella rete delle conoscenze perché solo dall’intersezione dei saperi è possibile una comprensione del reale. Le didattiche, con le peculiarità di ogni disciplina e libertà d’insegnamento, terranno conto delle naturali diversità dei ragazzi, della valenza formativa insita proprio nella metodologia utilizzata, nella produttività dello studio. Perseguire le competenze significa fondere contenuti, metodi, personalità, obiettivi. E questa è la sfida della scuola di questi tempi.

Valutazione

La valutazione formativa diversificata nei modi e frequente nei tempi contribuisce, con il sostegno, il recupero e l’attenzione alle eccellenze, al raggiungimento degli obiettivi didattici ma della consapevolezza delle capacità personali e di sviluppo degli aspetti volitivi. La valutazione rende espliciti agli allievi gli elementi, i criteri, gli strumenti di verifica, al fine di promuovere la consapevolezza del percorso formativo e la capacità di autovalutazione.
L’istituto fa della trasparenza valutativa non solo l’applicazione degli obblighi normativi uno strumento educativo alla consapevolezza.

Sostegno, approfondimento, orientamento

Gli interventi di sostegno e di approfondimento costituiscono, non solo modalità organizzative della didattica, ma un atteggiamento condiviso per la cura dei singoli.
L’osservazione ed il dialogo tra i docenti dei consigli di classe deve tendere ad una comprensione ampia delle personalità degli studenti: elemento importante di una didattica improntata alla personalizzazione.
Il successo formativo e l’emersione e valorizzazione dei “talenti” sono perseguiti anche attraverso l’orientamento scolastico in entrata ed in uscita: in entrata si cerca di mostrare le caratteristiche che facilitano il successo nelle diversi indirizzi dell’istituto, in uscita, professionale o formativo che sia, motiva e invita all’autovalutazione.

I livelli di programmazione

Il percorso che declina le indicazioni ministeriali (ex “programmi”) al contesto di ogni singola classe avviene attraverso questo piano dell’offerta formativa, la programmazione di classe e quella individuale del docente. Nei casi previsti dalla normativa la programmazione avviene anche per singolo studente.
Il POF delinea i principi generali e gli obiettivi comuni perseguiti dall’istituzione scolastica; i Dipartimenti definiscono poi gli standard di riferimento per gli ambiti disciplinari; i Consigli di classe, in considerazione delle caratteristiche del gruppo, definiscono gli obiettivi e le strategie didattiche trasversali; i singoli docenti, infine, definiscono nella loro programmazione, la scansione delle attività, i metodi e gli strumenti didattici, le modalità di valutazione.

Il rapporto con le famiglie

Il rapporto con le famiglie è fondamentale per la riuscita dei compiti dell’istituto. La sottoscrizione del Patto di corresponsabilità formativa sancisce i necessari impegni e collaborazioni tra la scuola, la famiglia e gli studenti. Attraverso la continuità e la trasparenza dell’informazione si creano i presupporti per la massima sinergia tra le parti interessate allo sviluppo personale e culturale dei ragazzi. Sono previsti nel corso dell’anno colloqui collegiali generali pomeridiani e colloqui settimanali in orari stabiliti con i singoli docenti. Incontri ad hoc per specifiche necessità, su appuntamento. I colloqui con il dirigente scolastico sono, di norma, su appuntamento.

Schede

Ciascun anno (o quando modificate) saranno aggiornate le schede relative a:

  • Calendario scolastico
  • Attività integrative
  • Attività di orientamento
  • Corrispondenza livelli /voti
  • Criteri e griglie di valutazione disciplinari e del comportamento
  • Deroghe assenze
  • Certificazioni (linguistiche, haccp, ecc…)
  • Stage e collaborazioni con altri enti e scuole
  • Patto di corresponsabilità

ESEMPIO

CORRISPONDENZA TRA LIVELLI E VOTO DECIMALE

Livello I 1/2 (gravemente insufficiente)
Livello II 3/4 (insufficiente)
Livello III 5 (mediocre)
Livello IV 6 (sufficiente)
Livello V 7/8 (discreto/ buono)
Livello VI 9/10 (ottimo)

Livello Competenze Abilità Conoscenze
I
1/2 Neppure guidato realizza i compiti di ricerca, elaborazione, produzione assegnati Utilizza non correttamente ed in maniera mnemonica, ripetitiva le scarse conoscenze teoriche e pratiche acquisite Inesistenti o molto modeste
II
3/4 Realizza solo parzialmente e se molto guidato i compiti di ricerca, elaborazione, produzione assegnati Utilizza in modo incerto, mnemonico, parziale le modeste conoscenze teoriche e pratiche acquisite Frammentarie, incerte
III
5 Realizza con difficoltà o se molto guidato i compiti di ricerca, elaborazione, produzione assegnati Utilizza in modo insicuro, mnemonico, le parziali conoscenze teoriche e pratiche acquisite Incomplete
IV
6 Realizza, seppur indirizzato o con più tentativi, i compiti di ricerca, elaborazione, produzione assegnati. Utilizza gran parte delle conoscenze teoriche e pratiche acquisite con qualche imprecisione Complete ma non approfondite
V
7/8 Realizza, con poche semplici indicazioni, i compiti di ricerca, elaborazione, produzione assegnati Utilizza le conoscenze teoriche e pratiche acquisite con qualche lieve imprecisione Complete, approfondite
VI
9/10 Realizza in modo autonomo e/o creativo i compiti di ricerca, elaborazione, produzione assegnati Utilizza le conoscenze teoriche e pratiche acquisite con precisione e nei tempi opportuni Complete, approfondite, anche extra curricolari, trasversali

Programmazione didattica

Le attività di programmazione didattica prevedono una organizzazione per Dipartimenti e come referenti i coordinatori e il docente f.s. dell’area 2 , sostegno al lavoro dei docenti . Quanto stabilito in sede di riunione per Dipartimenti, per materie e per classi parallele viene approvato dal Collegio Docenti e definito in tre documenti:

  • Verbale di dipartimento
  • Verbale della riunione per materia
  • Verbale della riunione per classi parallele

Da questi documenti si desumono: competenze trasversali, obiettivi cognitivi (in termini di conoscenze, abilità, competenze) e comportamentali, obiettivi minimi, contenuti minimi, metodi, strumenti, criteri e griglie di valutazione, attività integrative previste per l’ampliamento del P.OF., recupero e sostegno.

I verbali vengono redatti entro la prima metà di settembre e costituiscono il riferimento per la Programmazione di Classe, la Programmazione Individuale e la redazione del documento di sintesi da inserire nel P.O.F. Dopo l’approvazione del Collegio dei Docenti, in particolare dei progetti e delle attività integrative, il coordinatore di classe redige la programmazione di classe e la presenta nei Consigli di Classe ai rappresentanti dei genitori e degli alunni.
Il coordinatore di classe redige anche i Piani Didattici Personalizzati e li consegna al D.S dopo averli condivisi con i genitori entro dicembre.
I moduli con la descrizione dei progetti curriculari ed extracurriculari vengono consegnati, dai docenti responsabili, al D.S. per essere poi approvati, secondo i criteri di priorità e ammissibilità, dal Collegio Docenti.

Normativa di riferimento: L. 425/97; art. 11 DPR 323/98; D.M. 42/07;  D.P.R 122/09; D.M. 99/09; O.M. annuale per lo svolgimento degli Esami di Stato
Il credito scolastico viene attribuito nel triennio e concorre a determinare la votazione complessiva dell’esame di Stato.
 Il credito scolastico:

  1. deve essere attribuito a tutti gli studenti ammessi a frequentare la classe successiva,
  2. é attribuito in relazione alla media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale,
  3. é individuato nell’ambito delle bande di oscillazione indicate nelle tabelle ministeriali,
  4. va espresso in numero intero e deve tenere in considerazione, oltre la media dei voti, anche l’assiduità della frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi.

Riferimenti legislativi

  • L’istituto del credito scolastico e del credito formativo é stato introdotto, rispettivamente, dall’art. 11 e dall’art 12 del P.R. 323/98 (Regolamento di attuazione della legge 10 dicembre 1997, n. 425, recante disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria).
  • L’attribuzione del credito formativo é regolata dal M. 49/2000, che stabilisce i requisiti per il riconoscimento delle attività extrascolastiche effettuate.
  • La normativa per l’individuazione del credito scolastico é stata successivamente modificata con il M. 42/2007 e quindi con il D.M. 99/2009, al quale sono allegate le tabelle attualmente in vigore per l’assegnazione del credito sia agli studenti interni che esterni.
  • Inoltre, l’attribuzione dei crediti é ogni anno delineata negli art. 8 e 9 dell’O.M. che fornisce istruzioni e modalità organizzative per l’esecuzione degli Esami di Stato, e specifica, in particolare, la normativa in caso di curricoli non regolari e per i candidati esterni.

Attribuzione credito scolastico

L’attribuzione del credito scolastico nell’ ambito della banda di oscillazione, è di competenza del Consiglio di Classe, sulla base delle indicazioni Normative e dei criteri generali adottati dal collegio dei docenti. Il punteggio attribuito quale credito scolastico ad ogni alunno è pubblicato all’albo dell’istituto.

  1. Il consiglio di classe, in sede di scrutinio finale procede all’attribuzione del credito scolastico ad ogni candidato interno, sulla base e nel rispetto delle Tabelle ministeriali vigenti. Il punteggio attribuito deve essere espresso in numeri interi, tenere conto del complesso degli elementi valutativi di cui all’art. 11, comma 2, del DPR 323/98 e rientrare nella banda d’oscillazione individuata in rapporto alla media conseguita nello scrutinio finale.
  2. I docenti di religione partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento.

Attribuzione crediti classe quinta

  • Per l’esame di Stato 2012/2013, i punteggi del credito scolastico relativo all’ultima classe sono attribuiti ai candidati sulla base delle tabelle allegate al D.M. n.99 del 16 dicembre 2009, che hanno sostituito le tabelle allegate al D.M. n.42 del 22.5.2007 (le quali ultime avevano già sostituito  le tabelle allegate al DPR 23.7.1998. n. 323).
  • Il Consiglio di Classe deve ricalcolare, in conformità alle tabelle allegate al D.M. n.99/2009 il credito scolastico di tutti i candidati il cui punteggio sia attribuito sulla base di tabelle precedenti.
  • Il Consiglio di Classe, nello scrutinio finale dell’ultimo anno di corso, può motivatamente integrare, fermo restando il massimo dei punti attribuibili, a norma del 4° comma dell’art.11 del DPR n.323/1998, il punteggio complessivo conseguito dall’alunno, quale risulta dalla somma dei punteggi attribuiti negli scrutini finali degli anni precedenti, “in considerazione del particolare impegno e merito scolastico dimostrati nel recupero di situazioni di svantaggio presentatesi negli anni precedenti in relazione a situazioni familiari o personali dell’alunno stesso, che hanno determinato un minor rendimento”. Le deliberazioni, relative a tale integrazione, opportunamente motivate, vanno ampiamente verbalizzate con riferimento alle situazioni oggettivamente rilevanti ed idoneamente documentate.
  • Nel caso di candidati esterni agli Esami di Stato, l’attribuzione del credito é di competenza del Consiglio di Classe davanti al quale sostengono gli esami preliminari. In tal caso il credito scolastico è attribuito sulla base della documentazione del curriculum scolastico, dei crediti formativi e dei risultati delle prove preliminari; il Consiglio di classe stabilisce preventivamente i criteri per l’attribuzione del credito scolastico e formativo, verbalizza accuratamente le motivazioni della delibera e pubblica all’Albo il punteggio attribuito. Per tutti i candidati esterni, il Consiglio di classe può aumentare il punteggio nella misura massima di 1 punto, fermo restando il limite massimo di punti venticinque.

Le esperienze che danno luogo all’ acquisizione di crediti formativi sono acquisite al di fuori della scuola di appartenenza. I crediti formativi devono essere opportunamente certificati e ritenuti coerenti con il tipo di corso cui si riferisce l’esame. Il Consiglio di classe stabilisce preventivamente i criteri per l’attribuzione del credito scolastico e formativo.

  • L’attribuzione dei crediti formativi, sulla base di quanto stabilito nell’art. 12 comma 1 del DPR 323/98, è regolata dal D.M. 49/2000, che individua le tipologie di attività riconosciute.
  • Il riconoscimento del credito avviene a fronte della presentazione di idonea documentazione.
  • La documentazione relativa all’esperienza che dà luogo ai crediti formativi deve comprendere in ogni caso una attestazione proveniente dagli enti, associazioni, istituzioni presso i quali il candidato ha realizzato l’esperienza (solo in caso di attività svolta presso Amministrazioni Pubbliche é ammessa l’autocertificazione) e contenere una sintetica descrizione dell’esperienza stessa; tale documentazione deve pervenire all’Istituto entro il 15 maggio di ciascun anno.
  • Le esperienze formative riconosciute vengono riportate nella certificazione finale dell’esame di Stato e possono contribuire ad elevare il punteggio del credito scolastico all’interno delle bande d’oscillazione.
  • La partecipazione ad iniziative complementari ed integrative non dà luogo all’acquisizione dei crediti formativi, ma rientra tra le esperienze acquisite all’interno della scuola di appartenenza, che concorrono alla definizione del credito scolastico.
  • I criteri di valutazione devono essere conformi a quanto previsto all’art.12 del D.P.R. 23.7.1998, n. 323 e tener conto della rilevanza qualitativa delle esperienze.
  • I criteri generali per il riconoscimento dei crediti formativi sono stabiliti dal CdD.
  • Il consiglio di classe delibera in merito al riconoscimento del credito formativo.
  • Il coordinatore di classe è incaricato dell’esame della documentazione agli atti, prima del consiglio di classe, per verificarne la congruità con le disposizioni normative e con i criteri generali individuati, e della verifica della correttezza della registrazione, a consiglio di classe avvenuto.